| Spettacoli e manifestazioni : Sagra de "Su Pani Fattu in Domu": un successo grazie a tutti. |
| Inviato da Francesco Urru il 27/10/2008 11:03:49 (4598 letture) |
 E' stata una Sagra ancora più coinvolgente di quanto le associazioni che si sono impegnate nel progetto si aspettassero; Villaurbana ha aperto il cuore del suo abitato a quanti da tutte le parti della Sardegna si sono recati tra sabato e domenica al tradizionale appuntamento con la Sagra de "Su Pani Fattu in Domu" ed il risultato lo si leggeva negli occhi lucidi di quanti hanno organizzato e si sono sentiti gratificati dalla massiccia presenza. Grazie Sardegna per aver ancora una volta apprezzato lo sforzo del nostro piccolo paese di mantenere vive le antiche e genuine tradizioni della nostra storia Villaurbanese.
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| Politica locale : Andiamo a Firmare |
| Inviato da Francesco Urru il 10/10/2008 22:22:56 (2819 letture) |
"Il lodo Alfano non è un lodo ma una legge approvata dal governo Berlusconi che rende impunibili e impuniti 4 cittadini italiani di fronte alla legge, fra cui Silvio Berlusconi, unico imputato a beneficiarne. La legge Alfano attende anche il pronunciamento della Consulta che dovrà ad esaminare 2 richieste che arrivano da 2 procedimenti in cui è imputato Silvio Berlusconi. L'Italia dei valori indice una raccolta firme nelle piazze italiane per chiedere un referendum abrogativo di quella legge. L'iniziativa, condivisa da Sinistra democratica, rifondazione comunista, comunisti italiani e da alcuni esponenti del Partito democratico inizierà sabato 11 ottobre in 3 mila e 500 piazze italiane, con epicentro a Piazza Navona e si continuerà fino a fine anno. L'8 gennaio prossimo è previsto il deposito delle firme in Cassazione. L'Iniziativa è stata presentata nella sala stampa di Montecitorio all a presenza di Antonio Di Pietro, Carlo Leoni, Arturo Parisi, Manuela Palermi e Paolo Ferrero.
ANDIAMO A FIRMARE!!!!!
A Villaurbana si raccolgono le firme in Piazza Italia sabato 11 Ottobre dalle 14 alle 20 |
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| Politica nazionale : Di Pietro-sinistra uniti contro il lodo Alfano Al via la raccolta di firme. |
| Inviato da Francesco Urru il 8/10/2008 15:20:56 (3095 letture) |
Di Pietro-sinistra uniti contro il lodo Alfano Al via la raccolta di firme. Ferrero: è finita la ritirata
E' iniziata l'offensiva d'autunno. Anzi, per dirla con Paolo Ferrero, «è finita la ritirata»: la sinistra torna in piazza, torna a farsi sentire; insomma, si muove. E la notizia è che lo fa unita (Pd a parte, of course), segno che sui temi concreti e specifici si possono trovare convergenze politiche e superare divisioni. Ieri, alla conferenza stampa di lancio della raccolta delle firme per il referendum contro il lodo Alfano, accanto ad Antonio Di Pietro (padre dell'iniziativa), c'erano Carlo Leoni (Sinistra democratica), Manuela Palermi (Pdci), il prodiano Arturo Parisi (Pd) e lo stesso segretario del Prc. Tutti per uno, se non uno per tutti, contro la "giustizia di casta", contro una legge che serve ad «assicurare l'impunità permanente a Berlusconi».
Si comincia l'11 ottobre. Il leader dell'Italia dei valori sarà nella "sua" piazza Navona: «La raccolta delle firme per abrogare il lodo Alfano continuerà fino alla fine dell'anno, con consegna alla Corte di cassazione l'8 gennaio», spiega Di Pietro. Prc, Pdci e Sd (ma non solo loro), invece, saranno a piazza Esedra, per poi sfilare fino alla Bocca della verità: due piazze separate, ma già si pensa ad un gesto simbolico che unisca le due iniziative. Perché l'obiettivo è lo stesso e non ci saranno «timbri di primogeniture».
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| In edicola : DECRETI E "LODI" RENDONO IMPERFETTA LA DEMOCRAZIA |
| Inviato da Francesco Urru il 7/10/2008 21:08:33 (2414 letture) |
L'editoriale del periodico Famiglia Cristiana attualmente in edicola:
 CON UN PARLAMENTO ESAUTORATO E LA MAGISTRATURA RESA INNOCUA
DECRETI E "LODI" RENDONO IMPERFETTA LA DEMOCRAZIA
Siamo forse di fronte a un tentativo di trasformare la Repubblica in cui la sovranità appartiene al popolo in una forma di Stato in cui l'equilibrio si sbilancia a favore del Governo.
Le polemiche della scorsa estate, in cui è stata coinvolta anche Famiglia Cristiana, continuano ad avere un senso anche di là dall’occasionale contingenza che le ha suscitate (qualche critica a decisioni governative in tema di immigrazione) e dai riferimenti a una vicenda storica chiusa da decenni, ma non del tutto archiviata a causa di rigurgiti razzisti che a una parte dell’opinione pubblica sembrano richiamarla: il fascismo.
Non per nulla è appena uscito il libro di un giovane studioso di storia, Francesco Cassata, dal titolo La difesa della razza (Einaudi, 411 pagine, 34 euro), come si chiamava la rivista fondata nel 1938 da Telesio Interlandi in coincidenza con le leggi di discriminazione degli ebrei in Italia.
Di là da queste ragioni, il senso di quelle polemiche nasce dal fatto che siamo forse di fronte al tentativo di trasformare la Repubblica in cui «la sovranità appartiene al popolo, che la esercita nella forma e nei limiti della Costituzione» (art. 2 comma 2 della stessa Carta), ma in cui i poteri sono bilanciati fra Parlamento (cioè i partiti) e Governo in modo tale che nessuno dei due possa prevaricare sull’altro, in una forma di Stato in cui quell’equilibrio si sbilancia a favore del Governo.
Berlusconi dice chiaramente come la pensa: «I cittadini non hanno votato i partiti, ma il Governo», e ripete spesso il suo convincimento fondamentale, più o meno con queste parole: governiamo con il consenso dei cittadini, confermato dai sondaggi che ci danno in aumento di popolarità dopo ogni decisione che prendiamo. Non possiamo perdere troppo tempo in discussioni parlamentari sui disegni di legge, «i requisiti di necessità e urgenza per i quali si può utilizzare il decreto legge ci sono sempre».
Una prova concreta di questa diminuita disponibilità del Governo a considerare le Camere come elementi indispensabili nella formulazione delle leggi appare lo scarso peso che a esse è attribuito nella realizzazione del federalismo fiscale, la cui leggequadro va approvata entro la fine di quest’anno, mentre i successivi decreti attuativi, fondati sulla "cifratura" statistica dei rapporti fra la finanza centrale e quelle locali, vengono affidati a una commissione super partes, dei cui risultati, a quanto sembra, il Parlamento sarà soltanto "informato", e non nelle due rispettive assemblee, ma solo nella commissione bicamerale per le questioni regionali.
Che poi l’attuale maggioranza intenda garantirsi sempre di più nei confronti di un altro potere istituzionale, la magistratura, lo dimostra il "lodo" proposto per estendere ai ministri l’immunità giudiziaria delle quattro più alte autorità dello Stato appena approvata dal Parlamento (ma contestata da un tribunale milanese alla Corte costituzionale).
In realtà, ciò che è in discussione è la democrazia parlamentare come la conosciamo da decenni. Una discussione, cominciata da Tangentopoli, ha prodotto una maggioranza popolare attirata dal "decisionismo" di un leader carismatico ostile a quel tipo di democrazia, che intende sostituire passando "dal bipolarismo al bipartitismo" e confermando in pieno l’attuale legge elettorale con liste bloccate senza preferenze e un’alta soglia di sbarramento.
Dall’altra parte gli danno di continuo una mano: come ad esempio fa la maggioranza regionale piemontese di Centrosinistra, proponendo il finanziamento pubblico di luoghi di vacanza per nudisti "per attirare più turisti". Proprio mentre il ministro Gelmini chiede alle studentesse il ritorno al grembiule, fra il plauso dei benpensanti.
Beppe Del Colle |
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| Punto critico : CATTOLICI IN POLITICA: RESPONSABILI E COERENTI O ZITTITI E INSIGNIFICANTI? |
| Inviato da Francesco Urru il 7/10/2008 21:00:46 (2647 letture) |
 Dal sito del periodico "Famiglia Cristiana" leggo e vi riporto quanto segue:
DALLA DELEGA IN BIANCO AI "PECCATI DI OMISSIONE"
Scrive padre Sorge: «La destra ha avuto buon gioco nel presentarsi come garante dell'ordine pubblico, promettendo "pugno di ferro" e "tolleranza zero". Se è stato determinante per vincere le elezioni, ora si ritorce negativamente sull'azione del Governo».
Possiamo dire così: «Oscuramento del principio di uguaglianza». Non è ancora razzismo dichiarato, ma ci siamo quasi. Mettendo in fila gli ultimi nefandi fatti di cronaca (inquietanti per un Paese civile!), colpisce l’assenza di una condanna unanime e inequivoca: dalla violenza dei vigili di Parma al cinese massacrato di botte, fino ad Abdul sprangato a morte a Milano per un pacco di biscotti.
C’è un nemico "sostanziale" che l’Italia ha individuato. Ci sono uomini e donne considerati un po’ meno degli altri. Siamo sulla terribile strada che offende la dignità umana. Eppure, ci si affretta a dire che non siamo razzisti, si tratta solo di sgradevoli episodi. Sempre più, in realtà, straniero è uguale a delinquente, come se il crimine fosse iscritto nel loro codice genetico. S’è accorto del rischio anche Fini: «Occorre avere l’onestà intellettuale di ammettere che ci sono numerosi episodi di violenza, xenofobia e razzismo. Negarlo sarebbe sbagliato». E anche Napolitano ha riconosciuto che occorre «solidarietà agli immigrati e superamento del razzismo».
Ma c’è chi soffia sull’intolleranza verso chi ha la "pelle nera", chiamandolo, con disprezzo, «sporco negro».
E non ce ne vergogniamo. Anzi. Applaudiamo anche ai provvedimenti contro la prostituzione, ma chi si preoccupa delle "schiave del sesso", tolte dalle strade sì, ma rese invisibili e più sfruttate?
«Il mio sangue è rosso come il tuo», ha scritto un ragazzo nero a Napoli, ma facciamo fatica a capirlo. In giro si respira troppo odio, alimentato da un linguaggio che mortifica e offende.
È vero, esistono gravi problemi di integrazione e di rispetto della legalità. Ma non è una buona soluzione la "politica al ribasso", che mira all’espulsione o a provvedimenti che soddisfano l’emotività degli elettori («ripuliremo Roma da tutti gli immigrati»). Il "pugno di ferro" e la "tolleranza zero", prima o poi, si trasformano in un crudele e terribile boomerang, che accresce ancor più l’insicurezza e la paura.
Come cittadini, ma soprattutto come cristiani, è triste assistere inerti e silenziosi (o zittiti) di fronte al tarlo del razzismo, corrosivo dell’umana e civile convivenza. Non ci riguarda? O forse, come il fariseo del Vangelo, ringraziamo Dio di non essere nati rom o negri? Chi è oggi il "nostro prossimo"? Ci dice ancora qualcosa la parabola del "buon samaritano"?
Cristiani sì, ma viviamo come se il Vangelo non esista, quasi che sui "valori" si possa patteggiare o chiedere un forte sconto per paura, convenienza o disciplina di partito. Per i cristiani, i valori dell’accoglienza e della carità non sono negoziabili, perché saremo giudicati sul comandamento dell’amore.
Come scrive padre Sorge, molti cattolici «oggi sono perplessi di fronte a scelte che si discostano dallo spirito cristiano e da quello della Costituzione», in entrambi gli schieramenti. Sono cattolici delusi, che non possono in alcun modo rassegnarsi, investiti dalla responsabilità di «costruire un giusto ordine nella società». Dalla crisi di fiducia, oggi è possibile cogliere un «momento favorevole di rinnovamento» per costruire una "buona politica". È troppo chiedere ai politici cattolici, ovunque schierati, di «dire qualcosa di veramente cristiano», evitando il rischio «d’essere zittiti o di divenire insignificanti all’interno di formazioni dove un vero confronto è spesso impossibile o infruttuoso»?
La delega in bianco, come ricorda padre Sorge, non è lecita a nessuno, ma per i cristiani è un vero "peccato d’omissione".
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