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Lavori sull'alveo dei ruscelli di Villaurbana

Inviato da  Francesco Urru Data 23/9/2008 22:06:36

Su sollecitazione di alcuni compaesani sono andato a verificare lo stato di attuazione dei lavori sull'alveo del ruscello che attraversa la strada provinciale 35 all'uscita di Villaurbana nel ponte conosciuto dai Villaurbanesi come

"Su ponti e sciacuài".
Non sono un esperto di ingegneria idraulica e quindi mi sono limitato a scattare alcune foto di come appare attualmente il sito.
Sotto sono indicate le procedure che a parere della REGIONE AUTONOMA DELLA SARDEGNA con DELIBERAZIONE N. 16/33 DEL18.3.2008 andavano attuate dal momento dell'inizio dei lavori.

REGIONE AUTONOMA DELLA SARDEGNA
DELIBERAZIONE N. 16/33 DEL18.3.2008

Oggetto:
Procedura di verifica ai sensi dell’art. 31 della L.R. 18.1.1999 n. 1 e s.m.i., e della
Delib.G.R. 15.2.2005 n. 5/11 e s.m.i., relativa al progetto “Ripristino funzionalità
idraulica Rio Tumboi, Rio Crannaxiu e Rio Narampusa -intervento di
completamento” in comune di Villaurbana. Proponente: Comune di Villaurbana.

L'Assessore della Difesa dell'Ambiente riferisce che il comune di Villaurbana ha presentato l’istanza
di verifica di assoggettabilità a valutazione di impatto ambientale a novembre 2006 relativa
all’intervento “Ripristino funzionalità idraulica Rio Tumboi, Rio Crannaxiu e Rio Narampusa,
intervento di completamento”. Il progetto è ascrivibile alla categoria di cui all’allegato A1 della
deliberazione della Giunta regionale n. 5/11 del 15.2.2005, punto 7, lett. n), “opere di regolazione
del corso dei fiumi e dei torrenti, canalizzazione ed interventi di bonifica ed altri simili destinati ad
incidere sul regime delle acque, compresi quelli di estrazione di materiali litoidi dal demanio fluviale
e lacuale”.

L’intervento, il cui costo complessivo è quantificato in € 697.190, è finanziato dall’Assessorato
regionale della Difesa dell’Ambiente, nell’ambito del POR 2000-2006, Misura 1.3 Difesa del Suolo,
e risulta motivato dall’esigenza di ridurre il rischio idraulico in alcune aree a valle del ponte sulla
Provinciale della Marmilla (SP 35), in particolare il sito del nuovo depuratore comunale.

Il progetto proposto interessa un tratto di alveo della lunghezza complessiva di 1.628 metri, tra il
ponte sulla S.P. della Marmilla ed il confine con il territorio comunale di Siamanna.

Le opere previste possono essere così riassunte:

1. scavo di sbancamento lungo il corso del Rio, per l’ampliamento del canale fino alla sezione di
progetto e regolarizzazione delle scarpate, fino ad ottenere una pendenza di 2/3; la
risagomatura comporterà lo scavo per complessivi 19.000 m3, in parte riutilizzati;
2. realizzazione di un argine di contenimento in terra, in sponda sinistra, dalla sezione 11 in
corrispondenza del ponte, alla sezione 37, per complessivi 468 metri, utilizzando materiale
proveniente dagli scavi;
3. realizzazione di protezioni spondali in materassi reno dello spessore di 25 cm, ancorati su una
fondazione di gabbioni metallici (larghezza 2 metri, altezza 0,50 metri), posti alla base della
scarpata; tali protezioni spondali saranno realizzate:
– sulla sponda sinistra, dalla sezione 11 alla sezione 38;
– sulla sponda destra, dalla sezione 29 alla 32 e dalla sezione 41 alla 60;
4. ricostituzione di vegetazione, con l’inserimento di specie arbustive (tamerice, oleandro) ed
arboree (pioppo, olmo).
Il Servizio Governo del territorio e tutela paesaggistica del Medio-Campidano a Novembre 2007 ha
comunicato di non aver rilevato criticità sotto il profilo paesaggistico, con la condizione di verificare
la possibilità di sostituire il rivestimento spondale in materassi reno, nel tratto dalla sezione 11 alla
38, con opere di ingegneria naturalistica.

L’Assessore continua riferendo che il Servizio Sostenibilità Ambientale e Valutazione Impatti
(S.A.V.I.), vista la nota del Servizio Governo del territorio, ha concluso l’istruttoria ritenendo di non
dover sottoporre il progetto alla procedura di Valutazione d’Impatto Ambientale, a condizione che
siano rispettate le prescrizioni di seguito riportate, le quali dovranno essere recepite nel progetto da
sottoporre ad autorizzazione:

1. con riferimento alle caratteristiche del progetto:
a. la riprofilatura dell’alveo dovrà essere eseguita escludendo qualunque rettifica delle anse e
qualunque restringimento dell’alveo nei tratti in cui la sezione naturale risulta più ampia della
sezione di progetto;
b. in tutti i tratti in cui la sezione dell’alveo naturale risulta più ampia di quella di progetto dovrà
essere salvaguardata la vegetazione spontanea, sia arborea che arbustiva, presente sulle
sponde;
c. in sponda sinistra dalla sezione 11 alla sezione 37, dove è prevista la realizzazione dell’argine,
gli interventi sulla sponda stessa dovranno essere limitati alla pulizia, escludendo il taglio di
alberi e arbusti;
d. dovrà essere effettuata la rinaturalizzazione delle scarpate interne degli argini e della parte
superiore delle sponde, per una ampiezza non inferiore a un metro, mediante l’utilizzo di
specie autoctone;
e. le protezioni spondali in materasso reno dovranno essere rinverdite mediante l’impianto di
specie arbustive, inserite in corso d’opera;
f. dove necessario, al fine di garantire una rapida copertura del terreno e proteggere
dall’erosione, su tutte le superfici in terra, sia degli argini che delle sponde riprofilate, dovrà
essere realizzata una protezione mediante l’impiego di biostuoie in fibra naturale unita a
semina di specie erbacee autoctone;
2. il cantiere dovrà essere ubicato all’interno dell’area PIP di Villaurbana, fuori dalle aree di
pertinenza fluviale; tutte le manutenzione dei mezzi d’opera impiegati dovranno essere
effettuate in aree appositamente attrezzate, interne al cantiere; gli accumuli temporanei del
materiale movimentato da conferire a discarica dovranno essere ubicati all’interno della stessa
area;
3. in relazione alla fase di realizzazione delle opere:
a. i lavori in alveo dovranno essere pianificati e realizzati nei periodi di magra, prevedendo la
sospensione dei lavori nelle fasi critiche di riproduzione e di sviluppo della fauna acquatica
(erpetofauna e ittiofauna) potenzialmente presente nel sito d’intervento e nei tratti a valle,
nonché dell’avifauna vulnerabile;
b. durante le varie fasi dei lavori, dovrà essere permesso il regolare deflusso delle acque e il
normale apporto idrico verso i tratti più a valle; tutti i lavori dovranno essere eseguiti con
modalità e precauzioni che limitino il trasporto di materiali solidi verso valle e
l’intorbidimento delle acque;
c. tutti gli interventi su vegetazione esistente dovranno essere eseguiti sotto il controllo e
secondo specifiche indicazioni da parte dell’Ispettorato Ripartimentale di Oristano del
Corpo Forestale e di Vigilanza Ambientale;
d. i materiali litoidi rimossi riutilizzabili dovranno essere messi a disposizione
dell’amministrazione comunale per un eventuale impiego; tutti i rifiuti prodotti durante
l’esecuzione delle opere o rinvenuti in alveo e nelle aree limitrofe, dovranno essere smaltiti
in conformità alle leggi vigenti in materia;
4. per tutta la durata degli interventi, la Direzione Lavori dovrà avvalersi del supporto di un
esperto (naturalista, biologo, forestale, agronomo) al fine di:
– evitare/mitigare eventuali impatti non previsti in fase progettuale, con particolare riguardo
verso la fauna acquatica e la vegetazione;
– verificare la coerenza delle specie messe a dimora con l’habitat ripariale e la vegetazione
potenziale del sito, nonché la corretta esecuzione delle opere di rinaturalizzazione; tutto il
materiale di propagazione utilizzato dovrà provenire da ecotipi locali;
– predisporre il piano di manutenzione delle opere a verde, nel quale siano previsti gli eventuali
risarcimenti e, nei primi tre anni, le necessarie cure colturali, escludendo l’impiego di prodotti
chimici nelle aree di pertinenza fluviale;
– nel corso dei lavori, provvedere, in caso di rinvenimento di specie faunistiche oggetto di tutela
(Convenzione di Berna; DIR. CEE 43/92; L.R. n. 23/1998) alle opportune azioni di
allontanamento, custodia temporanea e reinserimento delle stesse, in conformità alle leggi
vigenti e di concerto con gli enti competenti;
5. prima dell’avvio dei lavori, dovranno essere trasmessi al Servizio SAVI, nonché al Servizio
Tutela del Suolo dell’Assessorato regionale della Difesa dell’Ambiente, gli elaborati tecnici di
adeguamento del progetto alle prescrizioni di cui ai punti 1 e 4, nonché il computo metrico
estimativo aggiornato nel quale siano incluse anche le voci di spesa per tutte le opere di
rinaturalizzazione e di ingegneria naturalistica.
Tutto ciò premesso, l'Assessore della Difesa dell'Ambiente, constatato che il Direttore Generale ha
espresso il prescritto parere favorevole di legittimità sulla proposta in esame, propone alla Giunta
regionale di far proprio il parere del Servizio Sostenibilità Ambientale e Valutazione Impatti.

La Giunta regionale, condividendo quanto rappresentato e proposto dall'Assessore della Difesa
dell'Ambiente

DELIBERA

- di non sottoporre alla procedura di valutazione di impatto ambientale l’intervento denominato
“Ripristino funzionalità idraulica Rio Tumboi, Rio Cannaxiu e Rio Narampusa -intervento di
completamento”, da realizzarsi nel Comune di Villaurbana, a condizione che siano recepite nel
progetto da sottoporre ad autorizzazione le prescrizioni descritte in premessa, sull’osservanza
delle quali dovranno vigilare, per quanto di competenza, il Servizio Tutela del Suolo
dell’Assessorato regionale della Difesa dell’Ambiente, il Servizio Ispettorato Ripartimentale del
C.F.V.A. di Oristano e l’A.R.P.A.S.;
- di stabilire che, fermo restando l’obbligo di acquisire gli altri eventuali pareri e autorizzazioni
previsti dalle norme vigenti, i lavori relativi all’intervento in oggetto, la cui data di inizio dovrà
essere comunicata al Servizio Sostenibilità Ambientale e Valutazione Impatti (S.A.V.I.),
dovranno essere avviati entro tre anni dall’adozione dalla presente deliberazione, pena
l’attivazione di una nuova procedura di screening.

Il Servizio S.A.V.I. provvederà alla comunicazione della presente deliberazione ai soggetti
interessati al procedimento, a tutte le Amministrazioni competenti, anche in materia di controllo
ambientale, e alla pubblicazione nel Bollettino Ufficiale della Regione Autonoma della Sardegna
(B.U.R.A.S.).

Il Direttore Generale Fulvio Dettori
p. Il Presidente Eliseo Secci





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