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Villaurbana ‘Città del Bio’? una scelta di qualità

 
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MessaggioInviato: Dom Ott 08, 2006 11:09 pm    Oggetto: Villaurbana ‘Città del Bio’? una scelta di qualità Rispondi citando

Progetto ‘Città del Bio’
Associazione per lo sviluppo della "Cultura del Bio"

Esistono esperienze ormai consolidate di aggregazione di Enti Locali in base a specifiche tematiche ed iniziative: ne citiamo due tuttora molto attive e conosciute, il movimento 'Città del Vino' e quello delle 'Città Slow'. Il primo nato con l'obiettivo di aggregare i comuni che danno nome ad un vino e quelli nei quali si producono vini a denominazione d'origine, il secondo ispirato fortemente all'esperienza del movimento 'Slow Food'. Entrambe le iniziative hanno coinvolto soprattutto realtà caratterizzate da una forte identità, o per la produzione vitivinicola, o per le caratteristiche urbanistiche, architettoniche e storiche dei centri.

L’Agricoltura Biologica
La tendenza al consumo di alimenti da agricoltura biologica continua ed il settore si sta delineando non come un semplice mercato di affiancamento, ma sta ponendo le basi per la nascita di un nuovo mercato, con regole produttive nuove, da affrontare in modo non convenzionale.

L’Italia si conferma come il primo paese in Europa per le produzioni da Agricoltura Biologica e sono state 63.156 le aziende notificate a fine 2001, con una crescita del 22,5% rispetto all'anno precedente quando se ne contavano 'solo' 51.552.
Le superfici coltivate con metodo biologico hanno toccato quota 1.182.403 ettari a fine 2001 con un incremento del 10,6%.
Aumenta il numero dei negozi specializzati, si sviluppa l’esperienza dei 'mercatini' biologici, cresce il numero delle ristorazioni scolastiche che utilizzano alimenti biologici ed anche nel negozio sotto casa e nel supermercato fioriscono gli angoli del biologico.
Il bio, inoltre, si sta dimostrando capace di favorire la valorizzazione della produzione tipica e locale e di promuovere anche il contesto ambientale in cui questa avviene, per l’attenzione che viene posta alla salvaguardia ed alla difesa dell’integrità del territorio, che in questo modo attrae anche consumatori che effettuano acquisti in loco e/o visitano le aziende produttrici (turismo enogastronomico).

L’attenzione dei ‘consumatori’ per proposte e produzioni attente alla salute dell’ambiente e delle persone, la positiva esperienza dell’agricoltura biologica, che favorisce anche lo sviluppo dei bioagriturismi, la conversione delle attività di trasformazione degli alimenti e della ristorazione, stanno conquistando nuovi settori produttivi: citiamo il settore tessile, la cosmesi ed i prodotti per l’igiene personale e della casa, il settore della bioarchitettura e della bioedilizia, per non citarne che alcuni.
Un insieme di settori e di attività capaci dimostrare la possibilità di uno sviluppo eco-sostenibile, attento alla conservazione delle risorse. Un progetto che da ‘colturale’ diventa ‘culturale’ fino a dimostrare che un nuovo ‘stile di vita’ è possibile. Uno stile rispettoso dell’ambiente, della conservazione della biodiversità e delle diversità locali, delle risorse naturali, oltre che interessato alla qualità della vita.
Occorre parlare di un biologico legato al territorio, non semplicemente della sostituzione di un metodo colturale con un altro, senza affrontare i nodi del modello di agricoltura, di utilizzo e di gestione del territorio, della conservazione delle risorse disponibili, dei rapporti tra paesi ricchi e paesi in via di sviluppo.
Il Biologico è cresciuto nella consapevolezza che fosse indispensabile passare dalla conversione dell’azienda agricola alla conversione del territorio complessivamente inteso, coinvolgendo nuove attività economiche ed oggi il Biologico evidenzia la possibilità predisporre ‘progetti d’area’, con il coinvolgimento di più comparti produttivi.
Oggi è possibile iniziare a delineare una ‘cultura del biologico’, a cui riferirsi per individuare percorsi, iniziative e norme produttive per uno sviluppo attento alla conservazione dell’ambiente e delle sue risorse e, più in generale, alla qualità della vita.

L’impegno degli Enti Locali per il biologico
Come abbiamo evidenziato prima, molte sono le amministrazioni comunali che hanno compiuto la scelta di promuovere l’agricoltura biologica, di inserire il biologico nella ristorazione scolastica, accompagnato da un impegno sui temi dell'educazione alimentare e dell'educazione ai consumi. Da questa esperienza sono nate frequentemente altre iniziative, come quella dei 'mercatini del biologico', sempre orientate a favorire l'informazione dei cittadini e consumi di qualità.
Dopo le prime esperienze partite oltre dieci anni fa a Cesena e Grugliasco, oggi i Comuni che hanno scelto il biologico nella ristorazione scolastica sono numerosissimi ed accanto alle piccole realtà, troviamo anche le grandi Città pur con impostazioni differenziate: Torino, Genova, Roma, ecc. . Ed il numero continua ad aumentare.
Anche l’esperienza del Comune di Varese Ligure, dove è stata creata la prima ‘Valle del Biologico’, è stata riferimento importante per progetti similari che sono cresciuti in altre regioni (‘Natural Valley’ in provincia di Piacenza, ecc.).

Città del Bio
Allora perché non valorizzare questo tessuto di esperienze, metterlo in rete, creare supporti e servizi per ulteriori progetti, creare un'identità forte dalla scelta del biologico?
Ci pare, quindi, quanto mai opportuno proporre uno strumento che valorizzi le iniziative già assunte dalle diverse amministrazioni locali e costruisca momenti di coordinamento e di supporto alle stesse.
La proposta è quella di procedere alla costituzione dell’ associazione ‘Città del Bio’, in grado di evidenziare e valorizzare le scelte ed i comportamenti dei Comuni associati su aspetti come ‘la ristorazione scolastica biologica, la promozione e lo sviluppo delle produzioni biologiche, l’informazione e l’orientamento dei cittadini verso un consumo etico e consapevole, la promozione di uno sviluppo ecosostenibile, l’impiego di tecniche e di prodotti ecocompatibili sia nei settori produttivi che nel terziario, la qualità della vita nelle città’.
Una prima attività potrà essere l’Osservatorio sulla Bioristorazione, progetto sul quale AIAB Piemonte sta già lavorando e che avrà una pagina web dedicata.
Le modalità di funzionamento operativo sono indicate nel prospetto allegato. E’ uno strumento questo che può rapidamente mettere in rete le esperienze delle amministrazioni comunali che hanno scelto il biologico nella ristorazione scolastica e di qui partire per sviluppare servizi ed ulteriori azioni che nasceranno anche dall’incontro tra esperienze e realtà tra di loro molto diverse.
Un altro mezzo potrà essere un sito appositamente dedicato alle ‘Città del Bio’, per accogliere e raccontare le diverse realtà, storie ed esperienze.
Potranno poi essere attivati strumenti di servizio in grado di fornire indicazioni, materiale ed anche assistenza diretta ai comuni soci, come ad esempio il ‘Servizio Educazione Alimentare ed orientamento ai consumi’, o altri servizi e supporti che potranno essere organizzati in funzione delle esigenze che si riscontreranno.
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